Il ricorso legale è finalizzato all’ottenimento di un titolo esecutivo che permette di intraprendere l’esecuzione forzata sui beni dell’obbligato.


Intervento legale giudiziale

Prima di ricorrere al tribunale, vengono valutate le opportunità di avviare la fase giudiziaria mediante l’analisi dello stato economico e patrimoniale del debitore al fine di individuare la presenza di capitali sufficienti a giustificare l’azione legale. Pertanto a seguito di tale verifiche emergesse l’assenza o insufficienza di beni pignorabili, l’azione giudiziaria diventerebbe controproducente soprattutto perché in caso di conclusione negativa le spese legali sarebbero a totale carico da chi ha intrapreso l’azione giuridica.

Qui di seguito vengono descritti le varie opportunità del creditore per far valere i propri diritti:

Ricorso per ingiunzione: si concretizza quando il creditore ha in mano documenti che certificano il suo diritto,  il credito vantato dovrà avere determinate condizioni ovvero essere:

  1. Certo (comprovato da documenti),
  2. Liquido (assodato nel suo importo),
  3. Esigibile (non sottoposto a condizioni e termini).

Precetto su titoli: in presenza di titoli esecutivi (esempio assegni protestati o cambiali) è consentito procedere direttamente all’esecuzione forzata dei beni di proprietà dell’obbligato, altrimenti è necessaria una sentenza o altro provvedimento che autorizza l’esecuzione forzata mediante titolo esecutivo.

Pignoramento dei beni: mediante l’intervento dell’ufficiale giudiziario vengono vincolati tutti beni del debitore soggetti all’esecuzione forzata. Il pignoramento è la fase esecutiva volta ad assicurare coattivamente i beni facilmente vendibili al fine di restituire quanto dovuto al creditore.

Sequestro conservativo: viene concesso dal giudice a seguito di un’istanza e rappresenta una misura preventiva atta alla salvaguardia dei beni pignorabili, che possono essere celati durante la fase giudiziaria molto lunga. Per ottenere il sequestro conservativo è necessario che il credito vantato sia ragionevolmente dimostrabile e certo. Una volta riconosciuto il titolo esecutivo, il sequestro conservativo si converte in pignoramento.

Fallimento: è la procedura secondo cui si liquidano le attività presenti nel patrimonio dell’obbligato. Chi fallisce non è il cittadino privato ma la figura dell’imprenditore. Nel fallimento concorsuale sono esclusi i piccoli imprenditori , quelli agricoli, ente pubblico ove è prevista la liquidazione coatta amministrativa, le grandi imprese ove è prevista l’amministrazione straordinaria.

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